La protesi d'anca è un intervento che può cambiare radicalmente la qualità di vita di chi soffre di dolore cronico all'anca, difficoltà a camminare e limitazioni importanti nelle attività quotidiane. Per chi vive a Roma e soffre di coxartrosi, necrosi della testa del femore o esiti di fratture, l'intervento di protesi d'anca a Roma rappresenta spesso la soluzione più efficace quando le terapie conservative non bastano più.
In questa guida vediamo in modo chiaro e semplice:
- quando è indicata la protesi d'anca
- quali sono i tipi di protesi (cementata e non cementata)
- in cosa consiste l'intervento
- protesi anca tempi di recupero
- come prenotare una visita o una seconda opinione specialistica
Cos'è la protesi d'anca e quando viene proposta
La protesi d'anca sostituisce l'articolazione naturale (testa del femore e acetabolo) con componenti artificiali in metallo, ceramica e/o polietilene. L'obiettivo è eliminare il dolore, migliorare il movimento e permettere al paziente di tornare a camminare, salire le scale e svolgere una vita attiva.
L'intervento di protesi d'anca viene generalmente proposto quando:
- è presente coxartrosi avanzata (artrosi dell'anca)
- il dolore è continuo, anche a riposo o di notte
- i farmaci antidolorifici non bastano più
- camminare anche per brevi tratti è difficile
- sono presenti limitazioni importanti nei movimenti (mettere le scarpe, salire le scale, alzarsi dalla sedia)
- ci sono esiti di fratture o necrosi della testa del femore
Se ti riconosci in questa situazione, una visita ortopedica a Roma è il primo passo per capire se sei candidato alla protesi e con quali tempi.
👉 Per una valutazione specialistica o una seconda opinione:
- Email: dott.p.scarnera@gmail.com
- Modulo online: https://www.dottorscarnera.it/contatti
Tipi di protesi d'anca: cementata e non cementata
Esistono diversi tipi di protesi. La scelta dipende da età, qualità dell'osso, stile di vita e patologia.
Protesi d'anca cementata
In questo caso gli elementi della protesi (soprattutto lo stelo femorale) vengono fissati all'osso con un "cemento" chirurgico speciale.
Indicata in genere quando:
- il paziente ha età più avanzata
- la qualità dell'osso è ridotta (osteoporosi importante)
- serve una stabilità immediata molto elevata
Vantaggi:
- ottima stabilità iniziale
- recupero spesso rapido nei primi tempi
Protesi d'anca non cementata
Qui le componenti protesiche sono progettate per integrarsi direttamente con l'osso, senza cemento, grazie a superfici porose o rivestimenti speciali.
Indicata spesso quando:
- il paziente è più giovane e attivo
- la qualità dell'osso è buona
- si punta a una durata molto lunga dell'impianto
Vantaggi:
- migliore integrazione osso–protesi nel tempo
- maggiore facilità di revisione in caso di futuro intervento
Protesi ibride e varianti
In alcuni casi si utilizza una soluzione ibrida (per esempio stelo cementato e cotile non cementato) per bilanciare stabilità immediata e integrazione nel tempo.
La scelta finale viene fatta dall'ortopedico dopo:
- visita clinica
- valutazione radiografica
- analisi di età, peso, stile di vita e aspettative del paziente
Tecnica tradizionale e approccio mini-invasivo
Negli ultimi anni si sono diffuse tecniche mini-invasive per l'intervento di protesi d'anca, che puntano a ridurre la lunghezza dell'incisione cutanea e il danno ai tessuti.
Intervento tradizionale
- Incisione più lunga
- Ottima visibilità dell'articolazione
- Ancora molto utilizzato, soprattutto nei casi complessi
Approccio mini-invasivo
- Incisione cutanea ridotta
- Maggiore rispetto dei muscoli e dei tessuti
- Potenziale riduzione del dolore post-operatorio
- Possibile recupero più rapido nelle prime settimane
Non tutti i pazienti sono candidabili alle tecniche mini-invasive: deformità importanti, interventi precedenti o patologie particolari possono richiedere un approccio più tradizionale.
Quando operare: indicazioni alla protesi d'anca
L'ortopedico considera l'intervento quando:
- la coxartrosi a Roma è a uno stadio avanzato
- il dolore limita il sonno e la vita sociale
- le infiltrazioni, i farmaci e la fisioterapia non funzionano più
- camminare per 100–200 metri è già faticoso
- il paziente ha modificato pesantemente abitudini e attività per colpa del dolore
Non esiste solo l'"età giusta": oggi anche pazienti relativamente giovani possono essere candidati, se il dolore è invalidante e lo stile di vita ne risente.
Per valutare tempi e opportunità dell'intervento di protesi d'anca è fondamentale una visita specialistica.
👉 Puoi leggere anche l'articolo sulla visita ortopedica a Roma per capire come prepararsi all'incontro con lo specialista.
Come si svolge l'intervento di protesi d'anca (fasi semplificate)
Di seguito una versione semplificata, utile per capire il percorso.
1. Valutazione pre-operatoria
- visita ortopedica
- radiografie e, se necessario, altri esami
- valutazione anestesiologica
- esami del sangue
2. Preparazione all'intervento
- programmazione della data
- sospensione o modifica di eventuali farmaci (secondo indicazioni mediche)
- indicazioni sul digiuno e sul ricovero
3. Anestesia
Di solito si utilizza:
- anestesia spinale o peridurale (più frequente)
- talvolta anestesia generale
La scelta viene fatta dall'anestesista in base al quadro clinico.
4. Sostituzione dell'articolazione
- incisione cutanea
- rimozione della testa del femore danneggiata
- preparazione dell'acetabolo (la "cavità" del bacino)
- impianto delle componenti protesiche femorali e acetabolari
- verifica della stabilità e della lunghezza degli arti
5. Chiusura e medicazione
- sutura dei piani muscolari e cutanei
- medicazione della ferita chirurgica
6. Prime ore dopo l'intervento
- monitoraggio in reparto
- gestione del dolore
- inizio precoce della mobilizzazione, secondo le indicazioni del team
7. Riabilitazione
- esercizi guidati da fisioterapista
- progressivo recupero del carico e del passo
- istruzioni su movimenti da evitare nelle prime settimane
Protesi anca: tempi di recupero
I tempi di recupero dopo una protesi d'anca variano in base a età, condizioni generali, tipo di protesi e impegno nel percorso riabilitativo. In modo indicativo:
- Prime 24–48 ore: il paziente viene aiutato ad alzarsi in piedi e a fare i primi passi con il fisioterapista.
- Primi 7–10 giorni: cammino con deambulatore o stampelle, esercizi per il rinforzo muscolare e la circolazione.
- 3–6 settimane: progressiva riduzione delle stampelle, cammino sempre più sicuro su tratti brevi e medi.
- 6–12 settimane: molti pazienti tornano alle attività quotidiane leggere (lavori d'ufficio, vita domestica senza sforzi pesanti).
- 3–6 mesi: miglioramento significativo di forza, equilibrio e resistenza.
- Entro 12 mesi: stabilizzazione del risultato e massimo beneficio dall'intervento.
Quando si parla di protesi anca tempi di recupero, è importante ricordare che ogni paziente ha un ritmo diverso. La costanza nella fisioterapia e il rispetto delle indicazioni dell'ortopedico sono decisivi.
Risultati attesi dopo una protesi d'anca
Se l'indicazione è corretta e il paziente segue il percorso post-operatorio:
- il dolore si riduce drasticamente o scompare
- il cammino diventa più fluido
- è possibile tornare a salire le scale senza blocchi importanti
- migliorano il sonno, l'umore e la qualità della vita
Molti pazienti riferiscono di "tornare a camminare come non succedeva da anni".
Come prenotare una visita o una seconda opinione a Roma
Se ti hanno proposto una protesi d'anca o se hai una coxartrosi a Roma già diagnosticata, avere una seconda opinione può aiutarti a decidere tempi, modalità e tipo di intervento.
Per parlare direttamente con lo specialista:
- Email: dott.p.scarnera@gmail.com
- Modulo di contatto online: https://www.dottorscarnera.it/contatti
FAQ – Protesi d'anca a Roma
1. Quando è il momento giusto per fare una protesi d'anca?
Si valuta la protesi quando il dolore è continuo, limita fortemente il cammino, non risponde più a farmaci, infiltrazioni e fisioterapia e la coxartrosi è avanzata. Non conta solo l'età, ma soprattutto quanto la patologia condiziona la vita quotidiana.
2. Qual è la differenza tra protesi d'anca cementata e non cementata?
La protesi cementata viene fissata all'osso con un "cemento" chirurgico, utile quando la qualità dell'osso è ridotta (ad esempio in età avanzata). La protesi non cementata si integra direttamente con l'osso ed è spesso preferita nei pazienti più giovani, con osso di buona qualità.
3. Quanto dura in media una protesi d'anca?
In condizioni normali una protesi moderna può durare 15–20 anni o più, soprattutto se il paziente mantiene un peso adeguato, evita attività traumatiche e segue i controlli periodici consigliati dall'ortopedico.
4. Quanto tempo serve per tornare a camminare dopo l'intervento?
Il paziente inizia a mettere il piede a terra già dopo poche ore o pochi giorni dall'intervento, con l'aiuto del fisioterapista. Nelle prime settimane si usano stampelle o deambulatore; in genere entro 6–12 settimane molti pazienti camminano in modo autonomo su distanze quotidiane.
5. L'intervento di protesi d'anca è molto doloroso?
Durante l'operazione il paziente non sente dolore grazie all'anestesia. Nel post-operatorio viene utilizzata una terapia analgesica mirata per controllare il dolore, che tende a ridursi progressivamente nei giorni e nelle settimane successive.
6. Dopo una protesi d'anca posso fare sport?
Dopo la completa riabilitazione è possibile praticare molte attività a basso impatto, come cammino veloce, bicicletta, nuoto o ginnastica dolce. Sport ad alto impatto o con rischio di cadute (corsa intensa, sport di contatto) vanno valutati con l'ortopedico caso per caso.
7. Posso chiedere una seconda opinione prima di decidere per l'intervento?
Sì, è assolutamente consigliabile. Una seconda opinione ortopedica a Roma aiuta a chiarire dubbi su tempi, tecnica, tipo di protesi e tempi di recupero, permettendoti di prendere una decisione informata e serena.

